giovedì 19 aprile 2012

NARRAZIONI
Nelle canzoni

Atrocity  - "Trial"



"You know deep inside me are all out of pain
We're condemning, torturing, killing again and again
Waiting for deliverance being nailed to the cross
Hanging there like Jesus Christ
But without his graceful sight
Suspected animation antagonized to die
Make your last confession within tonight
Deads I win
Tails you loose
Blackest sin
Trial by ordeal
Foreed smile, frozen face annoyed arch enemy
No weakness, no fraility even without empathy
Your mind is closed, disturbing fortitude
Hatred, fear
Melt into a mental beast
Forced to fight
Steel annealed
Prepare to strike
Trial by ordeal
Demolishing anger, concentrated violence
Attempt, conquest
No mental anguish, warrant of distress
Unfailing strength, unflagging opponents
At blood hit the inner conflict
Trial by ordeal decides your life or death
pouring out the vails of wrath and damnation
Taking a delight in an unholy domain
Blasphemous, unholy
benedicted under God's name."

Nel testo di questo brano Death Metal (che contiene anche macabri elementi anticristiano\satanisti) troviamo un esplicito riferimento alla tempra dell'acciaio: essa viene usata meteforicamente per indicare la tempra della mente a causa delle avversità della vita.
NARRAZIONI
Nelle canzoni

 Quench - "Bring the summer in"



Ecco il video di una canzone del gruppo rock inglese Quench, il cui nome in italiano può essere tradotto sia come temprare che come spegnere.


mercoledì 18 aprile 2012

NARRAZIONI


Nelle carte da gioco

Magic: The Gathering 


 
Nei fumetti

Weyland il Fabbro
In questa immagine è rappresentato Weyland il Fabbro (W. the Smith), personaggio della serie di fumetti americana Fables.
A partire dalla sesta pubblicazione dei fumetti della saga, inizia una rivolta nella città di Fabletown: egli è imprigionato ed obbligato a forgiare e temprare armi all'esercito dei rivoluzionari.


Nella serie di fumetti americana Relative Heroes, una delle protagoniste, dal nome Aviva Weinberg, viene chiamata Temper.
NARRAZIONI
Nella letteratura


Rivista individualista e antiaccademica fondata e diretta dall'intellettuale toscano Renato Fondi (Pistoia, 1887 - Roma, 1929), "La Tempra" diventa un luogo per lo scambio di idee di diversi pensatori italiani: essi sono tutti accomunati da un desiderio di cambiamento dal passato e dagli ideali ormai decaduti, in modo da poter temprare e rinnovare gli animi dei lettori così come viene temprato l'acciaio.

martedì 17 aprile 2012

NARRAZIONI
Nella letteratura

".. I tempi sono tristi, e dalle parole che dicono alcuni nostri collaboratori 
in questo primo numero spira una certa aria di pessimismo. 
Ma non importa. 
Il pessimismo, quando non è vile adattamento, quando è coscienza delle difficoltà, 
serve a meglio temprare gli animi alla lotta. 
La grandezza degli ostacoli sia la misura dello sforzo che tutti dobbiamo fare.."

Da "Rivoluzione e lotta quotidiana", Errico Malatesta - seconda metà XIX sec.
NARRAZIONI
Nella letteratura

"..Fra le tue nere chiome, o bianca Lidia,
langue una rosa pallida;
e una dolce a me in cuor tristezza sùbita
tempra d'amor gl'incendii.."


Fonte: Intratext


“As when a man who works as a blacksmith
plunges a screaming great axe blade or adze into cold water, 
treating it for temper, since this is the way steel is made strong, 
even so Cyclops’ eye sizzled about the beam of the olive…” 


 Omero, Odissea - 9389-9394
(Dalla traduzione inglese di R Lattimore)
NARRAZIONI
Nella letteratura

"..Nella cucina accese il fuoco, come faceva sempre per avere compagnia. Non era freddo, ma avere un po’ di fiamma diventa buona cosa per uno che vive da solo. Lassù, nella casa-castello, l’uomo stava sempre solo. Se tiriamo via qualche visita di Fiorina o qualcuno di passaggio, Felice stava volentieri da solo, gli piaceva vivere in solitudine pensando alle sue fortune.
Il fuoco cominciò a cantare la sua vecchia canzone di fiamma, scoppi, scricchiolii, sbuffi. L’uomo si buttò sulla panca a guardare quelle fiamme che cantavano e soffiavano. Si era dimenticato di carrucola e fil di ferro, ma di lì a poco sarebbero tornati. A un certo punto il fuoco cigolò come una porta arrugginita sui cardini e dalle fiamme spuntò qualcosa. Era una falce quasi consumata, rossa come le braci per il gran calore. Felice non ricordava di aver buttato una falce sul fuoco.
“Forse” pensò “era tra le frasche da accendere, ne ho preso un fascio grande e non mi sono accorto.”
Pigliò la
falce con le molle, la mise nel secchiaio e ci buttò una secchia di acqua fredda. si levò il fumo bianco di quando il fabbro tempra l'acciaio..."

Da "Storia di neve", Mauro Corona - Mondadori, 2008
Pagg. 721-722