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sabato 14 aprile 2012

MITOLOGIA
NELL'ARTE ORIENTALE

In Giappone, l'arte metallurgica della fabbricazione di katane ha radici millenarie ed è accompagnata da numerose leggende e miti: esse venivano temprate lungo il filo della lama, per ottenere una maggiore incisività.
In primis va citato Okazaki Masamune (岡崎 正宗), celebre artigiano nipponico del XIV sec la cui vita è circondata da un alone di leggenda.

Okazaki Masamune
La notorietà e le numerose leggende su questo artigiano asiatico sono dovute al fatto che è ritenuto il primo fabbro ad introdurre la tecnica della doppia tempra nella lavorazione delle sue spade: ciò, sempre stando alle leggende, le rendeva indistruttibili e dal taglio micidiale, grazie all'acciaio molto più duro del normale.


Ama-Tsu-Mara, il dio fabbro


Ama-Tsu-Mara, appartenente all'Olimpo giapponese, è il Kami dei fabbri e dei costruttori di specchi.
Come narra la leggenda, Ama-Tsu-Mara era incaricato di costruire specchi e di forgiare e temprare spade divine: tutti i suoi discendenti avrebbero poi seguito il suo esempio, lavorando gli specchi e le spade divine.
MITOLOGIA
NELL'OCCIDENTE 


Wiglaf lotta contro il drago
 
Il drago uscì di nuovo, infuriato, il fiato fiammante, la diabolica creatura, 
a cercare il proprio nemico, gli odiati esseri umani.
Lo scudo fu bruciato fino alla borchia dall'onda di fuoco.
La cotta non offriva alcun riparo al giovane guerriero. 
Pure il ragazzo combatté audacemente sotto lo scudo dello zio,
quando il suo fu consumato dalle fiamme.
Il re guerriero ripensò alle proprie gesta e, la sua forza rinnovata nell'odio,
lo colpì sulla testa con la sua spada.
L'antica e grigia arma, Naegling, volò in frantumi. 
Non gli fu concesso che il filo della sua lama potesse sostenerlo nella lotta, 
quando in guerra portava un'arma temprata nel sangue. 
La mano di lui era troppo forte, tanto da mettere ogni spada a dura prova, a quanto mi raccontano.
Non gli serviva a niente.
Per la terza volta, il Nemico del popolo, il temerario drago di fuoco, 
ripensando al combattimento, si avventò sul grand'uomo, appena gli fu offerta l'occasione.
Feroce e caldo, gli strinse tutto il collo con le sue grinfie. 
Beowulf ne fu insanguinato; sgorgava a ondate, il sangue della vita.
 
"Beowulf" , Anonimo - seconda metà VIII sec. d.C.  
 
 
 
Mjöllnir, il martello di Thor

Monile ritrovato a Bredsättra, Svezia, raffigurante il mitico martello del dio del Tuono
Secondo la leggenda, questo martello fu forgiato per Thor da tre nani: essi prima fusero il metallo, 
lo plasmarono grazie al magma presente nel cratere di una stella, lo temprarono e successivamente 
lo fecero benedire da Odino. 
Lo stampo originale venne da loro conservato, in modo da poter forgiare nuove armi della stessa 
forma, prive però della benedizione del dio. 
 
  
MITOLOGIA
NELLE SOCIETA' ARCAICHE


EFESTO, IL DIO DELLE FUCINE

Efesto, Guillaume II Coustou - Académie royale, 1742
Efesto, dio della tecnologia e del fuoco, secondo la mitologia greca fu l'artefice di tutte le invenzioni e gli strumenti utili agli dei: un esempio è lo scudo di Achille, da lui forgiato grazie anche all'aiuto dei Ciclopi (fonte: Iliade).

Un quadro suggestivo della fucina di Efesto è proposto da Emanuele Schmidt in "Efesto, il lavoro divino e terribile".

Un ulteriore mito greco riguardante le tecniche metallurgiche è quello di Prometeo, il quale concesse agli uomini la conoscenza (simbolicamente rappresentata dal fuoco) ottenuta da Atena.

Riportando un passo del dizionario Larousse della civiltà greca, "I Greci conoscevano la tempra del ferro già in epoca omerica (il minerale veniva temprato nell'acqua o nell'olio). Conoscevano anche l'acciaio - denominato khalyps dal nome dei Calibi che per primi lo avrebbero lavorato - che era del ferro mescolato con una piccola percentuale di carbonio, e veniva praticata anche la tempra dell'acciaio."